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Surf Travel Blog by Grillo, traveling Kitesurf Instructor
Elze Lambrecht travel interview

Elze Lambrecht ci racconta come essere creativi mentre si viaggia Una viaggiatrice che ha scoperto come lavorare da remoto, prima di sapere cosa fosse un "Digital Nomad"

Elze Lambrecht è una viaggiatrice e fashion designer belga. È riuscita a iniziare la sua attività come creative coach freelance mentre era in viaggio in giro per il mondo; prima ancora di sapere dell’esistenza di una categoria di persone, dette “nomadi digitali”, che lavorano da remoto, viaggiando costantemente.

Dopo esserci conosciuti a Bali, siamo rimasti in contatto, ed ho seguito con interesse e sorpresa i suoi continui spostamenti, evoluzioni e progetti, fino al suo ritorno a Bali, dove ora conduce la sua Guest House: Villa Plumeria a Bingin Beach, dove ci siam conosciuti.

Ho letto alcune sue interviste precedenti, che ho trovato estremamente “inspiring” e motivanti. dimostra una voglia di fare ed uno spirito imprenditoriale non comuni, anche in un mondo, quello mondo dei viaggiatori, dove si incontrano spesso persone estrose e creative.
Dopo averle lette, ho sentito il desiderio di sedermi nuovamente a terra davanti a quel tavolo basso e lungo assieme a lei, per discutere tra una Bintang ed un Mie Goreng di cose diverse dalle condizioni per fare surf, o dalla prossima festa sulla spiaggia.

Grillo e Elze al Pondok Indah di Bingin Beach a Bali
Seduti assieme a quel tavolo basso e lungo…

Tornare a Bali è una costante nella mia bucket list, quindi so che prima o poi succederà, ma nel frattempo le ho chiesto di rispondere ad alcune domande in questa intervista, che condivido con voi sperando che sia altrettanto d’ispirazione.
Parleremo di viaggi, di come sviluppare un a propria attività all’estero o da remoto, e di scelte di vita.

Buona lettura!

Intervista a Elze Lambrecht

inetervista di viaggio a Elze Lambrecht

Ciao Elze, per favore presentati ai lettori!

Ciao, sono Elze, ho 29 anni e vengo dal Belgio.

Ti ricordi come ci siamo conosciuti?

Sì! Ci siamo incontrati al Pondok Indah nell’agosto del 2016, quando ho visitato Bali per 10 giorni. Alloggiavamo nello stesso ostello con un gruppo di persone fighissimo che non si conoscevano prima; sono tutt’ora in contatto con alcuni di loro. Viaggiavo da sola in Asia già da tre mesi ed ho fatto uno sop-over a Bali prima di andare in Australia con il visto Working Holiday.

Pondok Indah's pool in Bingin Beach, Bali
La piscina del Pondok Indah a Bingin Beach

Parlaci dei tuoi viaggi. Da quanto tempo viaggi e quanti paesi hai visitato finora?

Il numero esatto di paesi non l’ ho mai contato a dire il vero. Viaggio da quando ero bambina, soprattutto in Europa insieme ai miei genitori, poi ho fatto anche dei camp all’estero… quindi non so dirti il ​​numero esatto.

Non è la quantità che conta, ma la qualità, giusto? 🙂

Hai una destinazione preferita?

Bali di sicuro, visto che son finita a viverci 🙂 E poi ho adorato il Vietnam.

Cosa ti ha spinto di più a Viaggiare all’inizio? Mi ha colpito una tua frase in un’intervista precedente: “Se tutti ripetessero ciò che i loro genitori hanno fatto, il mondo rimarrebbe semplicemente lo stesso”.

Adoro i miei genitori, sono persone straordinarie, intelligenti e uniche. Sono sicuramente una fonte d’ispirazione, perché hanno raggiunto così tanti traguardi su diversi livelli. Onestamente, non so come riescano a gestire tutto ciò che fanno, comprese me e mia sorella.

Tuttavia, non mi sentivo di voler copiare il loro medesimo stile di vita rimanendomene in Belgio. All’epoca avevo 26 anni e mi stavo laureando alla Fashion Academy. Fondamentalmente avevo solo paura che se fossi rimasta, sarei rimasta bloccata.
Non c’è nulla di sbagliato nel farlo, ma sin da quando ero bambina avevo il desiderio di vedere più di quello che mi circondava.

Il passare “da una fase all’altra” dopo la laurea mi ha aperto le porte per vedere cosa c’era là fuori. Mi sentivo come se avessi fatto il mio dovere, completando gli studi, ma il passo di partire e viaggiare il mondo è stato per me più facile rispetto a quello di farmi assumere, comprare una casa con un mutuo e trovare il compagno della mia vita. Mi sentivo molto motivata a farlo e sentivo il bisogno di essere egoista ancora per un po’.

Ciò che intendevo con quella frase, era che se tutti copiassero la vita dei loro genitori le cose si sarebbero evolute più lentamente nel mondo, e così anche le persone, perché non ci sarebbe nessun tipo di opposizione al routinario scorrere delle cose.
È anche impossibile capirsi veramente se si è sempre circondati dalle stesse persone con la medesima mentalità. Finisci per adottarla inconsciamente, pur senza condividerla al 100%, perché in realtà non conosci nient’altro.

Sono convinta che molte persone vivano una vita che è stata “fabbricata” per loro e se la fanno andare bene. Possono anche esserne contenti, non posso mica parlare per loro. Ma a me stava stretta.

Sul lavoro da remoto

Lavoro da remoto come Nomade Digitale

Mentre eri in viaggio, ad un certo punto hai lasciato i lavori occasionali ed hai iniziato a lavorare come stilista freelance e Creative Coach. L’ho trovato molto motivante, puoi parlarci di quell’evoluzione? Ha funzionato bene?

Prima di partire ho lavorato per diversi mesi come graphic designer per un’azienda belga, per mettere da parte soldi per il mio viaggio. Quei soldi sono finiti abbastanza velocemente, quindi ho deciso di andarmene a vivere per un po’ in Australia e lavorare grazie al visto “Working Holiday”. Ho trovato lavoro nell’hospitality nella Sunshine Coast, e nel frattempo cercavo di lavorare a distanza come fashion designer.

Son finita su di un sito per freelance chiamato Upwork e ho iniziato a mandare applications. Ho conseguito lavori abbastanza velocemente, ed un lavoro portava ad un altro e così via. Ho creato un mio sito Web e lavorato per lunghe ore dopo essere tornata a casa dal mio altro lavoro.

Dopo alcuni mesi mi son potuta permettere di lasciare l’altro lavoro e di vivere con il mio reddito da freelance. Ha funzionato alla grande e ho lavorato costantemente.

Ti sei mai considerata una Nomade Digitale?

Ho fatto molte ricerche su come affrontare l’aspetto fiscale della cosa, dato che non vivevo in Belgio ma continuavo a pagare lì le mie tasse e previdenza sociale. Quindi, ho cercato di trovare persone che facessero lo stesso.

Non avevo idea di come trovarli e in quel periodo quel termine non era ancora noto. Ho trvato un sito web di un consulente fiscale che ha prestava servizi internazionali per “nomadi digitali” e così ho scoperto il termine.

All’inizio ero in Australia, ma poi ho viaggiato in molti posti con il mio laptop, quindi immagino potevo considerarmi tale. Non era importante, stavo facendo la mia cosa e non ero troppo coinvolta nelle scene online. Fu solo più tardi che quel tipo di scena venne a galla, ed i benefici di conoscere più persone che vivevano allo stesso modo divennero più evidenti.

Villa Plumeria a Bingin Beach, Bali.

Successivamente hai deciso di stabilirti a Bali, e ora gestisci la tua Guest House: Villa Plumeria. In un’intervista hai detto: “Se smetti di cercare nuovi obiettivi e nuove opportunità, la noia diventerà protagonista nella tua vita”. Quindi questa è un’altra evoluzione?

Per me lo è, sì. Conosco me stessa, ho bisogno di sfide e di problemi da risolvere, altrimenti mi annoio. Quando ho deciso di iniziare con la villa ero già stat in diversi paesi per un periodo di tempo più lungo, iniziare un’attività all’estero mi sembrò molto più facile rispetto a due anni prima. Quando è il momento, le cose vanno semplicemente nel verso opportuno. L’idea mi è venuta da sola ,e non mi è sembrata così difficile da realizzare.

Se non hai idea di come sia vivere all’estero o in viaggio, tutte queste cose ti sembrano inimmaginabili. Ma impari lungo la strada, e ti si aprono tante possibilità che prima sembravano impossibili.

Ora son consapevole di poter fare molto di più, se lo desidero davvero. Ho capito che la chiave per passare da una fase all’altra sta nel prendere decisioni. Il che è molto logico, eppure molte persone hanno idee buone ma le tengono in testa e non agiscono, quindi non succede nulla.
Ho sentito molte persone dire: “Vorrei poterlo fare, o dovrei farlo”, ma non fanno i passi per farlo davvero. Per me significa che non lo desiderano davvero, o che hanno paura di farlo. Il che è ok, ma poi non cambia nulla, e devi accettarlo.

Elze Lambrecht consulente di fashion design

Nelle tue precedenti interviste, ho letto alcune tue motivanti risposte su come lavorare in proprio e prendere ciò che fai seriamente, proprio un’azienda. Ti sei mai considerata come un’imprenditrice?

Sì, fin dalle scuole. Fin da bambina, sentivo che avrei fatto tutto il possibile per non lavorare per nessun altro.

Ho lavorato nell’hospitality ed in alcune fabbriche come studente o come lavoro estivo, quindi so com’è.
Il mio problema è che non funziono così bene quando le persone mi dicono esattamente come fare un lavoro. Non mi piace che mi venga detto come, quando e dove. Se mi assegni un problema e mi chiedi una soluzione, lo troverò rapidamente senza che qualcuno mi dica i passaggi da fare. Quando me li dicono mi perdo, perché non è il mio modo di ragionare: lavoro meglio quando mi arrangio.

Mi è anche captato di contare i minuti lavorando da dipendente, e penso che sia la parte peggiore. Mi è sembrato di buttare il mo tempo in lavori noiosi che non portavano a nient’altro che uno stipendio.

Quando ho iniziato a lavorare per le start-up e le piccole imprese su progetti a breve termine, ho sentito di poter dare tutto ed ero fortemente motivata. Lo adoro, e adoro vedere qualcun altro riuscire nel suo sogno.

Hai altri progetti in cantiere al momento?

Sì, sto creando un e-commerce. Non posso ancora rivelare molto, ma sarà rivolto alle persone che vogliono essere creative in casa e hanno bisogno di alcune linee guida per farlo. Lo sto sviluppando assieme a mia sorella che vive in Belgio ed è una terapista e psicologa certificata. Mettiamo assieme le nostre competenze, io faccio la parte creativa e lei si concentra sull’esperienza del cliente.

Inoltre sto lavorando per espandere la mia attività di gestione di ville, ma questo è un piano a lungo termine.

Sul vivere a Bali

Com'è vivere a Bali?

Quindi, dopo tutti i tuoi viaggi, hai scelto Bali. Amiamo tutti Bali, ma puoi dirci le tue motivazioni per questa scelta?

Un anno dopo che ci siamo conosciuti, sono tornata a Bali per quattro mesi. È stato un gran bel periodo, ero qui con amici ma non era ancora una visione a lungo termine. Dopo quei quattro mesi, sono tornata a casa, e l’unica cosa a cui riuscivo a pensare era di tornare qui. Mi sembrava appropriato essere qui, è difficile da spiegare. Immagino che il meteo abbia fatto una bella differenza, ma si trattava soprattutto di come mi sono sentita qui.

Le persone che vengono a Bali tornano sempre. Ha questo effetto su di noi. Perché è così? … rimane un mistero 🙂

elze fa surf a bingin beach, BaliFai ancora surf?

Non molto, all’inizio ne ero ossessionata! Ma ora lo faccio occasionalmente.

Il surf non è facile se non sei così a tuo agio nell’acqua, e io sono versatile negli hobby che faccio. Ma mi piace quando riesco a fare surf, ed è una sensazione incredibile essere là fuori.

Com’è vivere a Bali quando non sei più un turista?

Decisamente diverso. Ci sono alcuni aspetti che rendono facile vivere qui, ed altri che meno.

Molte persone vengono qui in vacanza o per “ritrovare se stessi” e devi separarti un po ‘da loro. All’inizio non mi’importava, ma poi ho capito che non avrei mai potuto costruirmi amicizie duratura, perché tutti continuavano ad andarsene. Se vivi in un posto, ad un certo punto vuoi avere un cerchia di amicizie solida.

Oltre a questo, vivi in ​​un paese che non è il tuo, quindi la tua sensibilità è un po’ diversa. Questa non è l’Europa, dove le regole prescritte sono quelle che contano, c’è una linea di confine più sottile qui.

Elze con una tavola da surf a Bingin, BaliTi vedi a vivere lì permanentemente o pensi che sia solo un periodo della tua vita?

Ho sempre detto che sarei rimasta fino a quando avrò 30 anni, ed è quest’anno.

Per ora le cose stanno andando bene, e posso fare le cose che ho in mente qui. Finché funzionerà rimarrò, ma invecchiando altre cose potrebbero diventare più importanti, e potrei finire per muovermi.

Onestamente non posso dire per quanto tempo rimarrò, le cose succederanno quando sentirò di dover partire.

Quanto spesso torni a casa? E come ti senti?

È Strano! È molto strano!

Vado a casa una volta all’anno e la mia famiglia viene qui una volta all’anno, quindi ci vediamo ogni 6 mesi. Quando torno, nulla è cambiato molto, ma mi sento come se stessi tornando nel passato. Ho molte emozioni contrastanti quando torno a casa e faccio sempre fatica a partire, perché ho paura di come mi sentirò. Ma una volta che ci sono sto bene, sembra una dimensione diversa. Mi abituo facilmente, quindi quando torno dal Belgio a Bali, mi sembra nuovamente strano.

Non puoi collegare questi due mondi assieme, sono profondamente diversi.

Non riesco a spiegarlo a nessuno, salvo a chi sta vivendo la stessa situazione.

Sul Viaggiare

Elze a bordo piscina a Villa Pumeria, bingin beach

Quali sono gli aspetti highlights ed i downsides del viaggiare per te?

Il vero highlight è stato prendere il primo aereo da sola dal Belgio a Bangkok. È stato così eccitante, poiché sapevo che avrebbe cambiato la mia vita per sempre. Ero spaventata, triste ed emozionata. Sono stat via per un anno in quel periodo.

Ora è davvero divertente conoscere molte persone da tutto il mondo, così che ovunque vado posso incontrare qualcuno che conosco, o un amico di una persona che conosco. Rende tutto molto più facile e incontri persone fantastiche. Ho pure amici che vengono a trovarmi da tutto il mondo.

Il downside è cla mancanza della tua famiglia ovviamente. Ho una famiglia meravigliosa e mi piacerebbe vederli più spesso. Per questo motivo penso che troverò un posto più vicino a casa dove vivere, quando sarò un po ‘più grande ed avrò forse la mia famiglia. Voglio stare più vicino ai miei genitori ed a mia sorella, ma non sarà in Belgio.

Elze viaggiando in motorino a Bali
Elze Lambrecht in motorino, senza casco 😛

Qual’è il migliore “Travel Hack” o Consiglio di Viaggio che puoi darci?

Informati sul paese dove stai andando.

Non tutti i paesi hanno le stesse leggi, regole per i visti ecc. Potresti sbagliarti, pensando di poter andare in un posto gratis, senza documenti… e finisce che non ti fanno entrare. Mi è successo e non è divertente.

Annuisci sempre e non provare a dimostrare che hai ragione se vieni sorpreso a fare qualcosa che viene percepito come sbagliato in un paese straniero. Sei forestiero nel loro paese, quindi sii gentile e rispettoso nei confronti della loro cultura.

Che destinazioni ci sono ancora sulla tua “Bucket List” e qual’è la tua prossima destinazione?

Per il mio prossimo viaggio andrò in Messico a febbraio. Voglio davvero vedere il Sudafrica e la Namibia.

Hai qualche Consiglio o Motivazione per chi vuole iniziare a Viaggiare?

Sì, fallo e non pensare troppo ai prezzi. Io l’ho fatto spesso, visto che ero stretta con i soldi, ma alla fine non ti penti mai di quanto hai speso per un viaggio. L’esperienza vale molto di più.

E per qualcuno disposto ad avviare un’attività in proprio e lavorare in remoto?

Abbi un piano, non pensare di poter andare all’estero e lavorare da remoto senza un piano. Io non ne avevo uno e sono stata fortunata, ma vedo così tante persone che pensano di capire cosa fare una volta arrivati qui, e poi non succede. Finisce che se ne tornano a casa a fare esattamente quello che facevano prima.

Fare queste cose costano, e quando finisci i soldi devi tagliare. Se hai delle riserve, hai più libertà per pensare e per essere creativo a proposito di ciò che puoi raggiungere.

Elze Lambrecht, viaggiare è sempre di moda

Abbiamo finito, hai dello spazio Extra per ringraziamenti e raccomandazioni!

Un ringraziamento speciale alla mia famiglia, che mi sostiene sempre e non mi ha mai trattenuto da qualsiasi cosa avessi mai voluto fare. Sono fantastici e non sarei dove sono senza di loro. Sono le persone più altruiste e amorevoli che conosco.

Grazie alle persone che mi hanno portato in giro nei vari posti, che mi hanno aiutato e con cui ho stretto amicizia.

Sono anche molto grata agli amici con cui sono cresciuta, valoro la loro amicizia, e sono le uniche persone al mondo con cui posso essere sempre me stessa senza essere giudicata, e questo è molto raro.

Grazie Grillo per avermi fatto raccontare la mia storia 😀

 

Grazie a te cara, ci vediamo in giro, vedremo dove 😉

 

Qui trovate due interviste precedenti a Elze Lambrecht, dove parla soprattutto di fashion design e di imprenditoria:

“How This Fashion Designer Became Successful On Upwork After Working As A Waitress” by thehustleisfemale.com

Influencer With A Voice: Elze Lambrecht by Jeune Magazine

 

Potete leggere le mie impressioni su di bali nell’articolo: “Bali, l’Isola degli Dei?”

Stai pianificando di viaggiare a bali? Leggi la mia scheda destinazione prima!

 

- Puoi seguire Elze su Instagram: @elze.lambrecht
- Questo invece è il suo profilo su Upwork.

Villa Plumeria in Bali, logo by Elze Lambrecht
Se vuoi stare da lei a Bingin Beach, Bali, qui trovi i riferimenti di VILLA PLUMERIA:
Villa Plumeria su Booking.com
Villa Plumeria su Facebook
Villa Plumeria su Instagram: @villaplumeria
La piscina di Villa Plumeria a Bingin Beach, Bali. Gli interni di Villa Plumeria a Bingin Beach, Bali.

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