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Surf Travel Blog by Grillo, traveling Kitesurf Instructor
Viaggiare durante un'emergenza, usare l'apposita uscita.

Viaggiare durante un’emergenza, consigli.

Se viaggi spesso, prima o poi ti capiterà di trovarti all’estero durante periodi più o meno critici, o di vivere delle situazioni di emergenza in viaggio. Sono tutte cose che vanno gestite e, benché uno pensi sempre che non succederà niente, un piano di emergenza è sempre meglio averlo.

Le mie esperienze di viaggio in situazioni di “emergenza”

Negli anni, mi è capitato più volte di visitare paesi durante crisi politiche e colpi di stato, ma sostanzialmente senza quasi rendermene conto. Innanzitutto in quanto le tensioni erano relegate perlopiù a zone limitate, ed in secondo luogo perché, nei paesi dove il turismo gioca un ruolo economico rilevante, le ultime persone ad essere coinvolte sono in genere proprio i turisti (ma tu non prendermi alla lettera e continua a stare attento/a).
Ricordo per esempio la rivolta delle camicie rosse in Thailandia nel 2009 o la crisi costituzionale delle Fiji tra il 2009 e 2010.

Purtroppo mi è anche capitato di assistere a tragedie nel mio paese mentre mi trovavo all’estero, come il terremoto in Italia del 2016, successo quand’ero appena arrivato a Bali. Fortunatamente quell’evento non interessò la mia città, ma tieni sempre presente che mentre sei in viaggio la tua famiglia potrebbe all’improvviso aver bisogno di te.

Infine, non ho mai avuto la sfiga di visitare un paese colpito da una calamità naturale, ma pensa soltanto agli tsunami che hanno colpito più volte il sudest asiatico durante gli anni 2000, oppure al terremoto in Nuova Zelanda del 2011 (paese che io ho visitato solo 4 anni dopo).

In ogni eventualità di emergenza in viaggio, cerca quindi di:

  1. Ragionare velocemente
  2. Avere sempre un piano di emergenza

Semplificando, l’applicazione di questi due punti si concretizza normalmente nell’acquisto del primo biglietto di ritorno disponibile. Come immaginerai, le cifre non sono mai convenienti, non è esattamente come acquistare un last minute…

Per quanto a basso costo tu stia viaggiando, cerca di garantirti sempre la possibilità di rientrare di corsa a casa. Sia per un’emergenza nel paese dove ti trovi, sia per un problema che sta coinvolgendo te, la tua famiglia o il tuo paese.

A tal proposito, nella malaugurata ipotesi che dovesse succedere qualcosa a te, assicurati che la tua polizza assicurativa copra il rientro sanitario dall’estero. A me è capitato di doverlo attivare, il punto è che hanno delle tempistiche per cui ci mettono almeno un giorno ad organizzare la cosa. Ergo, son finito per arrangiarmi, pagando comunque il rientro di tasca mia.

Quoto il mio dialogo con la hostess all’ingresso in aereo con la faccia gonfia per essermi rotto uno zigomo sul reef a Bali.

“Hai fatto a pugni o stavi facendo surf”

“Surf, ne vedi tanti?”

“Ogni volta”.

Un'uscita di emergenza di un autobus

Un po’ di situazioni critiche e meno critiche che ho dovuto gestire in viaggio negli anni:

  • Rischiato arresto in aeroporto per un equivoco.
  • In Viaggio durante l’emergenza CoronaVirus: rientro al volo in Italia prima che il Marocco chiudesse le frontiere.
  • Senza soldi in Australia: Arrivo a Sydney con una ragazza, come prima cosa decido di prelevare ed il bancomat mi mangia la carta. Entro in banca, la cassiera con voce tranquilla mi risponde “Your card is been destroyed”.  Ci rimangono altre 2 carte, che non funzionano, ed una poste-pay, vuota. Mi faccio quindi mandare da casa una carta nuova, e per sopravvivere dei soldi tramite Western Union, con convenientissima commissione dell’8%.
  • Portafoglio e cellulare rubati in Nuova Zelanda: La polizia ha trovato il ladro. Siccome il cellulare non è mai saltato fuori, al termine del processo (tre mesi dopo), il governo Neozelandese mi ha bonificato l’importo del cellulare che io ho dichiarato nella denuncia. Se lo paragoniamo ai tempi della giustizia Italiana è praticamente fantascienza. Ho comunque dovuto visitare l’ambasciata a Wellington per dichiarare la cosa, inviare la dichiarazione in Italia e farmi mandare una nuova patente (altrimenti non me la rilasciavano).
  • Carta clonata a Bali: La mia banca Neozelandese in circa 10 giorni mi ha restituito i soldi sottratti più un compenso, e inviato una nuova carta. Nel frattempo avevo prelevato una somma sufficiente per sopravvivere almeno due settimane, e bloccato la carta clonata.
  • Zigomo rotto a Bali: visite varie presso il Bali International Medic Center, conto di 1700€, poi rimborsati dall’assicurazione, e acquisto del primo volo disponibile passate le 24 ore di precauzione per la commozione cerebrale. 900€, persi.
  • Polso rotto in Austria, rientro in autobus con braccio ingessato, passando per Germania e Slovenia. Ho approfittato per farmi una passeggiata in centro a Monaco, che non avevo ancora visitato.
  • Negato l’Imbarco dal Brasile a Capo Verde, perché non avevo con me il certificato di vaccinazione dalla febbre gialla (ero convinto di averlo su cloud). In Italia era mattina presto, quindi quando riesco finalmente a farmi mandare le foto del documento il simpaticone al check-in non mi lascia più imbarcarmi. Il giorno dopo ho fatto un bellissimo giro a Recife che vi raccomando. Anche se non avrei speso i 400€ del nuovo biglietto per Sal pur di poterla visitare.
  • Perso un aereo a Barcellona per via di controlli di polizia un po’ troppo zelanti (eravamo un gruppo di giovinastri e ci hanno tenuto un’eternità). La compagnia ci ha messo gratuitamente sul volo successivo, ma abbiamo passato la giornata in aeroporto.
  • Spogliato nudo al confine tra Slovenia e Croazia, true story.
No Panico in Viaggio
Se ti capita di viaggiare durante un’emergenza, niente panico!

Altre sezioni sul viaggiare (in emergenza e non):

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Crediti Immagini: 1.Dids 2.Joel Peel 3.Markus Spiske

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